layer22

Cistite: scopriamo insieme cos’è, come si cura, integratori e preziosi consigli

Categories:

Con l’arrivo dell’estate e dei mesi più caldi è aumentata la clientela che è “approdata” da noi chiedendo consiglio per alleviare i sintomi e risolvere le problematiche dovute alla cistite, e allora perché non cogliere l’occasione per fornire un quadro completo di questo disturbo?

Partiamo dall’inizio: la cistite è un’infiammazione della vescica, l’organo deputato a raccogliere l’urina prodotta dai reni. Questa infiammazione è, per l’esattezza, una conseguenza di un’infezione causata per la maggior parte dei casi da un batterio, l’Escherichia Coli. Esso è già presente nel nostro organismo a livello intestinale come batterio commensale e simbionte, facendo normalmente parte della nostra flora batterica. Il problema insorge quando l’E. Coli migra dal retto all’uretra (canale che collega la vescica all’esterno e da cui passa l’urina): l’urina di per sé è sterile, e lo sono anche le strutture che attraversa prima di essere eliminata. Pertanto, un batterio esterno come l’E. Coli che si infiltra in questa zona non può che causare un’infezione.

Le cistiti sono più frequenti e ricorrenti nelle donne piuttosto che negli uomini, questo per un semplice fatto anatomico: nella donna retto e uretra sono più vicini, è quindi più facile che un batterio opportunista possa infiltrarsi e creare danni.

Come si riconosce una cistite?

I sintomi principali dovuti alla cistite sono dolore e/o bruciore alla minzione con difficoltà di controllo, frequente e urgente stimolo a urinare, a volte con spasmi dell’uretra. In casi più severi può esserci sangue nelle urine e insorgenza di febbre. Frequente è la sensazione di pesantezza nell’area pelvica.

Assodato che la causa organica di questa infezione sia un batterio, va sottolineato che ci sono diverse condizioni che possono promuoverne l’insorgenza:

  • Caldo: il sudore, pantaloni e indumenti stretti e il loro sfregamento in concomitanza con l’aumento delle temperature favorisce l’instaurarsi di un microclima particolarmente adatto alla proliferazione batterica
  • Difese immunitarie: le cistiti non compaiono solamente nei mesi caldi, anzi spesso la loro insorgenza è una conseguenza di un sistema immunitario debole, a volte già messo alla prova da climi rigidi e/o da periodi particolarmente stressanti (sappiamo che in caso di stress mentale e fisico prolungati il nostro organismo produce cortisolo, ormone che abbassa le difese immunitarie).
  • Rapporti sessuali: altre volte ancora le cause di una cistite sono da attribuire a piccoli traumi meccanici che si verificano durante i rapporti sessuali, anche in concomitanza con una lubrificazione insufficiente o in caso di rapporti non protetti. I batteri che si infiltrano e risalgono l’uretra possono provenire anche dall’area vaginale.
  • Costipazione: l’irregolarità nell’evacuazione può anch’essa essere responsabile di insorgenza di cistite. Le feci ristagnano nell’intestino e favoriscono la proliferazione batterica.
  • Altro: infine troviamo diffusione di questa fastidiosa condizione anche in caso di situazioni più particolari come l’uso di catetere uretrale, in caso di ospedalizzazione, terapie antineoplastiche, o ancora con l’utilizzo di farmaci che alterino la flora batterica intestinale, in menopausa per l’alterazione degli ormoni sessuali e in gravidanza in conseguenza alle modifiche anatomiche e fisiologiche che essa comporta.

A questo punto, quali sono le cure da adottare per risolvere questa problematica?

9 volte su 10 il vostro medico di fiducia vi darà un antibiotico. In tal caso un consiglio importante è quello di farsi prescrivere un antibiogramma, ovvero un esame microbiologico per capire a quali farmaci è sensibile il batterio responsabile dell’infezione. In particolare, in questo caso si farà un esame delle urine (urinocoltura) per accertarsi quale sia il batterio (se E. Coli o altri) e di conseguenza scegliere l’antibiotico più efficace. Ricordiamo, come in ogni caso in cui sia necessario assumere un antibiotico, di associare fermenti lattici per preservare, rinforzare e ricostituire la flora batterica intestinale, messa a dura prova dall’assunzione dell’antibiotico.

Purtroppo, l’utilizzo di antibiotici predispone a recidive e alla selezione di batteri sempre più resistenti e difficili da eradicare. Perciò se la cistite non è particolarmente severa, se si preferisce affiancare all’antibiotico un integratore che agisca in sinergia con il farmaco o se semplicemente si desidera fare un ciclo di prevenzione, possiamo fare affidamento su una vasta gamma di integratori naturali molto validi.

In linea generale i principali attivi vegetali presenti in questo tipo di integratori sono mirtillo rosso, D-mannosio, uva ursina, semi di pompelmo e vitamina C. Vediamo insieme come agiscono.

  • Mirtillo rosso (cranberry): ricco in polifenoli, agisce ostacolando l’adesione delle fimbrie dei batteri. Più precisamente i batteri aderiscono alla parete della vescica grazie a una sorta di peduncoli, proprio le fimbrie. Le proantocianidine (polifenoli) e il fruttosio contenuti nel mirtillo rosso agiscono “meccanicamente” bloccando queste fimbrie e quindi anche l’adesione dei batteri che vengono così espulsi più facilmente con le urine. Questo attivo va però assunto con cautela in alcuni casi, in quanto fa interazione con warfarin, anticoagulanti, antidiabetici e antiaggreganti piastrinici.
  • D-mannosio: è uno zucchero che introduciamo naturalmente con gli alimenti e che non viene metabolizzato, arriva perciò inalterato a livello delle vie urinarie. Grazie alla sua struttura molecolare crea un film attorno ai batteri (soprattutto E. Coli) impedendo anche questa volta che aderiscano alla parete vescicale, facilitandone l’eliminazione. Proprio perché non lo digeriamo, il D-mannosio potrebbe causare lieve flatulenza e diarrea; il piatto della bilancia è comunque decisamente a favore degli effetti positivi.
  • Uva ursina: ha effetto diuretico e attività antibatterica dati dal suo contenuto di arbutina. Contiene inoltre acido ursolico e tannini che facilitano la crescita di nuove cellule sane aiutando così la rigenerazione dell’epitelio della parete vescicale che può venire danneggiato dall’ infezione
  • Semi di pompelmo: grazie al loro contenuto di flavonoidi, hanno una potente attività antibatterica, sono in grado infatti di neutralizzare non solo virus e batteri, ma anche lieviti, altri tipi di funghi e parassiti senza però intaccare la flora batterica intestinale ma anzi rinforzando il sistema immunitario.
  • Vitamina C: risulta ottima nella lotta contro le infezioni del tratto urinario. Non solo stimola la produzione di interferone (proteina prodotta dal sistema immunitario in risposta ad agenti esterni come virus e batteri) ma rende anche molto acide le urine, creando un ambiente sfavorevole per insediamento di batteri nelle vie urinarie.

In commercio esistono una vasta gamma di prodotti contenenti questi principi attivi, spesso in associazione con altri.

Citiamo NEOCISTIN URTO (BIOSLINE), in cui gli attivi principali sono D-mannosio, mirtillo rosso e vitamina C.

Ai primi fastidi, assumere 2 bustine al giorno, lontano dai pasti: 1 bustina alla mattina appena svegli e 1 bustina alla sera prima di coricarsi, da sciogliere in un bicchiere d’acqua e bere subito.

L’accorgimento da avere con questa tipologia di prodotti è quello di urinare appena prima l’assunzione e quindi di evitare di farlo subito dopo e per almeno le due ore successive (nel caso della mattina) per non vanificare l’azione “meccanica” nelle vie urinarie di mirtillo e mannosio. L’assunzione serale è infatti quasi sempre indicata proprio in modo tale che i principi vegetali possano agire a livello della vescica durante la notte.

Generalmente è sempre importante porre attenzione alla concentrazione di attivi presente negli integratori. In questo prodotto i 1300mg di Mannosio per ogni bustina fanno la differenza rispetto ad altri prodotti contenenti gli stessi attivi vegetali ma a concentrazioni minori.

Un’altra linea, che ha sviluppato una famiglia di integratori per il controllo dei sintomi della cistite, è la GSE. In primo piano citiamo CYSTITIS RAPID e SYMGINE.

CYSTITIS RAPID (compresse) è una possibile alternativa a MONUCYST FORCE, e contiene semi di pompelmo, uva ursina, pilosella, erica e ononide, anche in questo caso tutti principi naturali utilizzati per i benefici effetti sull’equilibrio delle funzioni fisiologiche dell’apparato urinario. Si consiglia l’assunzione di 2 compresse 3 volte al giorno con molta acqua. Non contenendo il mirtillo e il mannosio non occorrono gli accorgimenti sopra citati, poiché l’azione degli attivi non risulta più “meccanica”.

 

In associazione a CYSTITIS RAPID, oppure in prevenzione all’insorgenza della cistite, un valido aiuto è proprio SYMGINE, con funzione prebiotica e rinforzante il sistema immunitario.

Contiene semi di Pompelmo, polvere di Rosmarino, estratti di Uncaria e Scutellaria, alfa-glucoligosaccaride, Inulina, oli essenziali di Origano e Cumino. Gli estratti di Uncaria e Scutellaria sostengono le naturali difese dell’organismo. La Scutellaria e il Rosmarino favoriscono la funzionalità epatica e, insieme a Origano e Cumino, la funzionalità digestiva. Il Rosmarino svolge inoltre un’azione antiossidante. L’alfa-glucoligosaccaride e l’Inulina favoriscono il riequilibrio della flora batterica.

Alcuni consigli pratici

Per finire, ecco qualche pratico consiglio che a volte può risultare particolarmente d’aiuto:

  • Prima cosa da fare in caso di cistite è bere molto, anche 2 litri/2 litri e mezzo di acqua in modo da aiutare ad espellere i batteri con le urine il più possibile
  • In caso l’infezione sopraggiunga durante il periodo invernale una boule di acqua calda sull’area pelvica aiuta a decontratturare la muscolatura dando sollievo
  • In bagno asciugarsi sempre da davanti verso dietro utilizzando detergenti intimi idonei alla condizione, con attivi emollienti e non aggressivi. Attenzione a non esagerare con la detersione! È meglio non superare le tre volte al giorno per evitare di alterare la flora batterica a livello intimo.
  • Urinare dopo i rapporti sessuali aiuta a portare via i batteri eventualmente presenti nell’ uretra

Cibi da evitare?

L’attenzione all’alimentazione in presenza di cistite può davvero contribuire ad alleviare i sintomi ed a velocizzare le tempistiche di guarigione:

  • No a carboidrati semplici e complessi. I batteri si nutrono di zuccheri per cui per qualche giorno è meglio evitare o ridurre pasta, pane (soprattutto se raffinati), bevande zuccherate e dolci.
  • No ad alimenti irritanti e speziati come insaccati, fritti, formaggi piccanti, caffè, ketchup, maionese, senape, curry, peperoncino e simili
  • No a bevande alcoliche
  • Meglio ridurre il consumo di carni rosse e di lieviti

Prediligiamo il consumo di verdure per un corretto apporto di fibre: oltre a favorire il transito intestinale sono cibi semplici e leggeri, che non appesantiscono il nostro organismo già in difficoltà.

Ed eccoci in conclusione di questa panoramica su questo diffuso disturbo. Per qualsiasi dubbio o curiosità e per farci sapere se l’articolo ti è piaciuto contattaci sui nostri social Facebook e Instagram!

A presto!

Le vitamine più importanti per l’organismo umano

Categories:

Alla scoperta delle vitamine A, B12, C e D

Sempre più spesso si ricorre a integratori per aumentare i livelli di alcune vitamine all’interno del nostro corpo. Tra queste ne esistono alcune particolarmente importanti e delle quali vorremmo parlare, ma prima di tutto diamo una definizione generica di cosa sono le vitamine.

Si tratta di particolari nutrienti la cui assunzione è di importanza fondamentale per il corpo umano. Questi sono presenti in natura e devono pertanto essere assunti con regolarità attraverso la dieta quotidiana. Per farlo è indispensabile seguire un’alimentazione varia e sana, al fine di garantire il corretto apporto vitaminico, prestando particolare attenzione ai vegetali, principale fonte di vitamine.

Ma a cosa servono? Svolgono un’azione fondamentale nella regolazione di molteplici reazioni chimiche che avvengono nell’organismo e fondamentali per il benessere dello stesso. Per esempio forniscono energia, assicurano il rinnovo cellulare, garantiscono il corretto funzionamento del sistema immunitario e prevengono l’insorgenza di alcune malattie, sono indispensabili inoltre per la salute e la protezione di pelle, capelli e denti.

Le vitamine possono essere idrosolubili, ovvero da assumersi con regolarità attraverso gli alimenti e non accumulabili all’interno del nostro corpo, oppure liposolubili, quelle che assorbite tramite fegato e pelle vanno a creare una sorta di “scorta” all’interno dell’organismo, pertanto non necessariamente devono essere assunte con regolarità.

Oggi ci soffermeremo sulle vitamine che più spesso necessitano integrazione per l’organismo, ovvero A, B12, C e D.

La vitamina A

La vitamina A, o retinolo, è liposolubile e si trova principalmente in alimenti di origine animale, quali fegato, uova, latte e derivati. In natura, invece, diversi tipi di frutta e verdura contengono carotenoidi, considerati precursori della vitamina A: si tratta solitamente di quelli di colore rosso, giallo o arancione, tra i quali citiamo albicocche, carote, angurie, frutti di bosco, pomodori e peperoni.

A cosa serve la vitamina A?

  • È indispensabile per la vista, infatti parte dei componenti della rodopsina, pigmento visivo presente nella retina, responsabile di parte del meccanismo che porta alla sensibilità alla luce e che origina l’impulso nervoso da parte della retina stessa
  • Utile per la crescita dei denti
  • Indispensabile per la salute della pelle
  • Favorisce il sano sviluppo osseo
  • È coinvolta nella buona risposta immunitaria dell’organismo e pare giochi un ruolo nella prevenzione di alcuni tumori.

Il fabbisogno giornaliero medio di vitamina A è di circa 0,6-0,7 mg, mentre in periodi come gravidanza e allattamento dovrebbe aumentare a 0,95 mg.

La carenza di vitamina A può causare problematiche di adattamento visivo all’oscurità, secchezza oculare, distrofia degli epiteli con tendenza alla cheratinizzazione, difficoltà di crescita e particolare sensibilità alle infezioni. Un eccesso può portare invece all’ipervitaminosi A con danni permanenti a fegato, milze e alterazioni cutanee, ma è bene precisare come questa condizione sia rarissima.

La vitamina B12

La vitamina B12, o cobalamina, fa parte di quelle del gruppo B ed è idrosolubile, pertanto non può essere accumulata dall’organismo. Le vitamine appartenenti al gruppo B sono otto e vanno assunte quotidianamente tramite la dieta; sono necessarie per garantire all’organismo l’energia necessaria, ma anche per la protezione di cute, capelli, denti, per la prevenzione di patologie cardiovascolari, neurologiche e della pelle.

La vitamina B12 è presente in tutti gli alimenti di origine animale, pertanto nella carne, nel pesce, nelle uova, nel latte e nel fegato. La sua dose giornaliera consigliata per un adulto è pari a 2-2,4 mg, mentre in gravidanza questo valore raddoppia per assicurare il corretto apporto al feto. Chi segue una dieta vegana dovrebbe pertanto integrarla in quanto gli alimenti vegetali non la contengono se non in dosi veramente irrisorie.

A cosa serve la vitamina B12? Questa è necessaria per il corretto metabolismo degli acidi nucleici, degli amminoacidi e degli acidi grassi, riveste inoltre un ruolo chiave nella formazione dei globuli rossi e del midollo osseo.

La carenza di vitamina B12 può arrecare danni al sistema nervoso e portare a una forma di anemia perniciosa, mentre se la stessa si riscontra in gravidanza può portare a gravi conseguenze per il feto. Per quanto concerne invece l’eccesso è praticamente impossibile riscontrare danni gravi in quanto la stessa viene eliminata in tempi brevi attraverso l’urina. Gli unici sintomi momentanei legati a un eccesso potrebbero essere tremore, gonfiore, nervosismo, reazioni allergiche e battito cardiaco accelerato.

La vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, appartiene al gruppo delle vitamine idrosolubili, non accumulabili dall’organismo ma da assumere con regolarità. Questa è contenuta nei peperoni, nei cavoli, negli agrumi, nei pomodori e in generale nella frutta e nella verdura fresche, pertanto tutti alimenti di origine vegetale.

La vitamina C è indispensabile per l’organismo, probabilmente la più conosciuta. Questa serve per:

  • La corretta esecuzione da parte del corpo umano delle reazioni metaboliche e nella sintesi di amminoacidi, ormoni e collagene
  • Fortificare il sistema immunitario grazie all’elevato potere antiossidante
  • Prevenire il rischio di tumori, soprattutto allo stomaco
  • Neutralizzare i radicali liberi.

Il suo fabbisogno quotidiano è di circa 90 mg per gli uomini e 70 mg per le donne, le quali dovranno però aumentarne l’apporto in gravidanza.

Una carenza di vitamina C può causare fragilità capillare e, a lungo termine, lo scorbuto, una patologia in passato diffusa tra i marinai. Questa patologia causa apatia, anemia, inappetenza, sanguinamento gengivale, caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie. Al contrario un eccesso di questa vitamina, dovuto a una dieta sbilanciata o a un abuso di integratori, non arreca sintomi gravi, ma può dare sintomi fastidiosi quali emicrania, bruciori di stomaco, vomito, diarrea, gastrite, crampi addominali, debolezza, vertigini, vampate di calore e calcoli renali.

La vitamina D

Parliamo infine della vitamina D, immagazzinata dall’organismo e utilizzata all’occorrenza, pertanto liposolubile. Questa si presenta sottoforma di ergocalciferolo (vitamina D2), assunta con il cibo, o colecalciferolo (vitamina D3), sintetizzata dall’organismo.

Questa vitamina è scarsamente presente negli alimenti, a esclusione dell’olio di fegato di merluzzo, alcuni pesci grassi, latte e derivati, fegato, uova e verdure verdi, ma al contrario l’organismo la sintetizza e accumula mediante l’esposizione ai raggi solari.

La vitamina D regola il metabolismo del calcio, rivestendo un ruolo fondamentale per la calcificazione delle ossa, regola anche i livelli del calcio e del fosforo nel sangue e pare sia importante anche per il sistema immunitario.

Il fabbisogno giornaliero varia in base all’età del soggetto, si passa dalle 200 unità al giorno per i bambini e gli adulti fino ai 50 anni, per passare poi alle 400 per chi ha un’età compresa tra i 50 e 70, arrivando poi alle 600 per gli over 70.

Cosa provoca una carenza di vitamina D?

  • Scarsa calcificazione delle ossa
  • Rachitismo nei bambini e deformazioni ossee
  • Osteomalacia, malattia caratterizzata da minerale osseo insufficiente
  • Indebolimento dei denti e maggior vulnerabilità alle carie
  • Dolori muscolari e ossei
  • Difficoltà di concentrazione
  • Stanchezza

Se invece il quantitativo di vitamina D è eccessivo si può arrivare a calcificazione diffusa a livello di diversi organi, con sintomi quali vomito, dissenteria e spasmi muscolari, sebbene si tratti di una condizione difficile da raggiungere.

Un viaggio nell’universo degli integratori sportivi

Categories:

Chi fa sport ne fa uso per migliorare le proprie performance e il proprio stato di salute, ma conosciamo realmente le proprietà e le tipologie di questi integratori?

Non è raro che in Farmacia i clienti ci chiedano “integratori per chi fa sport”, ma per scegliere il prodotto più indicato occorre conoscere diversi aspetti, quali per esempio le esigenze e l’intensità dell’attività sportiva svolta. Proprio per questo oggi desideriamo approfondire questo argomento.

Quante tipologie di integratori sportivi ci sono? Quali sono le loro funzioni? Ecco una breve guida per avere una panoramica su questa tipologia di prodotto.

Possiamo classificare gli integratori per sportivi in completi o monocomposti. Cosa significa? Ecco la spiegazione!

  • Integratori completi: questi sono indicati quando il dispendio energetico è elevato e di lunga durata (ideali per chi pratica maratone per esempio). Questi integratori contengono carboidrati di pronto utilizzo, proteine a elevato valore biologico-nutrizionale, lipidi in piccola percentuale, sali minerali e vitamine. La maggior parte dell’energia è tratta dai glucidi, che devono essere facilmente digeribili in modo da ottenere energia in poco tempo; la restante parte di energia è ricavata dai lipidi. La componente proteica invece non serve a scopo energetico, ma per garantire e preservare la massa muscolare. Se in eccesso le proteine sono eliminate attraverso i reni, per cui attenzione a non sovraccaricarli con un bilanciamento adeguato! In genere sono formulati sotto forma di barrette o, se liquidi, in volumi contenuti in modo tale da essere assunti durante la pratica sportiva senza alcun problema
  • Monocomposti: non comprendono mai tutti i nutrienti insieme, bensì nascono da associazioni molto limitate per offrire un’azione più mirata. Distinguiamo quelli finalizzati tra:
    • Integrazione energetica
    • Integrazione proteica
    • Reintegro idrosalino.

Integrazione energetica

Gli integratori monocomposti di questa tipologia sono molto efficaci, permettono un reintegro veloce di energia, ma anche di vitamine e sali minerali. Sono utilizzati tra l’ultimo pasto e l’inizio della gara (ad esempio), oppure nel corso di competizioni di lunga durata, o ancora al termine di una gara o nei giorni precedenti la stessa.

Queste soluzioni contengono:

  • Carboidrati facilmente idrolizzabili e a diverso grado di polimerizzazione affinché possano fornire prontamente energia (fruttosio e maltodestrine). Si tende a non utilizzare glucosio o saccarosio per non causare picchi glicemici
  • Vitamine del gruppo B (coenzimi coinvolti in processi energetici), vitamina C ed eventualmente altri antiossidanti
  • A volte lipidi.

Per legge non forniscono mai meno di 200 Kcal.

Integrazione proteica

Gli integratori monocomposti di questa tipologia sono composti prevalentemente da amminoacidi ramificati (BCAA) o derivati degli amminoacidi.

Gli AA ramificati sono leucina, isoleucina e valina; essi sono spesso utilizzati nell’ integrazione dello sportivo perché assorbiti a livello intestinale e metabolizzati subito a livello muscolare (e non a livello del fegato), portando a:

  • Aumento delle proteine muscolari contrattili attraverso un incremento della massa e della forza muscolare
  • Accelerato recupero di ipotrofia muscolare in seguito ad esempio ad inattività per trauma
  • Più rapida scomparsa della fatica muscolare e psichica. Attenzione: la sensazione di fatica è di per sé un meccanismo di difesa del nostro organismo, non ignoriamola del tutto!
  • Maggiore disponibilità di energia durante lo sforzo.

Spesso i prodotti a base di AA ramificati sono associati ad altri componenti quali alanina (substrato della gluconeogenesi), creatina (aumento potenza e forza muscolare), acido aspartico (stimolante sintesi proteica e resistenza alla fatica), vitamina B6 (favorisce rilascio di glicogeno immagazzinato nei muscoli).

Questo tipo di integrazione è molto in uso, ma se assunti in quantità eccessive o quando non servono, gli AA ramificati possono creare danno ai reni. Attenersi sempre alle modalità d’ uso presenti sulla confezione.

Tra i derivati degli amminoacidi troviamo invece:

  • Creatina. Nel corpo umano la sintetizziamo a livello epatico, renale e del pancreas a partire dagli AA arginina, metionina e glicina ed è utilizzata nei muscoli per la contrazione: si lega a gruppi fosfato energetici originando la fosfocreatina. Essa mantiene le riserve energetiche cellulari ed è fondamentale per tutte le reazioni metaboliche che richiedono energia di rapido utilizzo. La creatina è usata soprattutto nelle discipline anaerobiche dove è richiesta una potenza esplosiva, scatti intensi e brevi, ma ripetuti nel tempo (es. calcio, tennis, basket, bodybuilding, sollevamento pesi). Se assunta scorrettamente può provocare ritenzione urinaria, crampi muscolari e disturbi gastrointestinali
  • Ornitina. È un derivato dell’arginina ed è un intermedio del ciclo di Krebs e quindi fonte di energia. I prodotti che la contengono sono commercializzati con la funzione di:
    • recuperare dopo lo sforzo
    • offrire potenza muscolare
    • contrastare l’affaticamento muscolare.

Si attribuiscono anche altre funzioni all’ornitina, che però sono incostanti, ovvero dipendono molto da soggetto a soggetto:

    • favorisce lo smaltimento dell’ammoniaca (azoto quindi) prodotta in sforzi prolungati
    • favorisce l’anabolismo agendo sul cortisolo
    • incrementa la glutammina muscolare essenziale in caso di stress fisico
  • Carnitina. Prodotta a partire dagli AA lisina e metionina, la si assume mediante il consumo di origine animale. Riduce gli acidi grassi liberi che aumentano con l’esercizio fisico dopo la deplezione muscolare degli zuccheri; contrasta inoltre la formazione di ammoniaca e acido lattico nei muscoli. è indicata nelle prestazioni di resistenza.
  •  Carnosina. Deriva da istidina e beta-alanina. Questa nello specifico:
    • offre un’azione antiossidante contro i radicali liberi prodotti durante lo sforzo fisico
    • migliora la contrattilità cardiaca e la contrazione muscolare
    • diminuisce gli effetti negativi dell’eccesso di acido lattico
    • favorisce un veloce recupero dopo e durante lo sforzo.

È consigliabile assumerla prima della competizione.

Integrazione salina

Il reintegro di sali minerali persi con la sudorazione è sempre importante e necessario, anche in caso di attività fisica moderata. Possono essere assunti prima, durante o dopo lo sforzo.

Esistono prodotti già contenenti potassio (K+), magnesio (Mg2+) e sodio (Na+) da solubilizzare in acqua oppure altri dalla formulazione più complessa che comprendono, oltre ai sali anche carboidrati semplici o maltodestrine e vitamine come la vitamina C.

Si dice che…

A volte in merito agli integratori sportivi si sentono informazioni contrastanti e non sempre vere. Pertanto per concludere, dedichiamo spazio a qualche mito da sfatare:

  • se aumento l’apporto di proteine e diminuisco quello di carboidrati ho più energia”: FALSO, infatti, anche nello sportivo la principale fonte energetica rimangono i carboidrati. Rifornendo l’organismo di carboidrati facilmente idrolizzabili (es.maltodestrine) riesco invece a rimpiazzare velocemente le riserve di glicogeno nel muscolo consumate con l’esercizio fisico. L’assunzione di carboidrati è essenziale anche per il mantenimento del corretto apporto di glucidi al sistema nervoso centrale e quindi anche per prevenire i cosiddetti “cali di zuccheri”
  • voglio aumentare la mia massa muscolare per cui faccio bene ad assumere molte proteine”: FALSO, o comunque, non sempre vero. Prima di modificare considerevolmente la propria dieta in funzione dello sport praticato e dei risultati che si vogliono ottenere, è bene rivolgersi SEMPRE a un professionista della nutrizione. Infatti, una dieta iperproteica va assunta sotto stretto controllo, per brevi periodi e solo in caso di sport a livello professionale; tutto ciò per evitare un carico eccessivo di azoto a livello renale
  • se sudo tanto, la cosa più importante da fare è reintegrare solamente l’acqua”: FALSO, in caso di elevata sudorazione è essenziale reintegrare sali minerali che vengono proprio persi con il sudore. Ad assumere solamente acqua, essa favorirebbe la diuresi con rischio di andare incontro a iponatriemia (bassi livelli di sodio nel sangue) poiché con l’eliminazione di acqua con le urine avrei anche quella di elettroliti (tra cui proprio il sodio).

Desideri trovare l’integratore sportivo che fa al caso tuo?

 

Conosci già la Linea EthicSport?

Questi integratori ideali per sport e fitness ti aspettano in Farmacia!

Vieni a trovarci per ricevere borracce e bandane in omaggio!

Pelle mista: come riconoscerla, skincare e make-up

Categories:

Come riconoscere una pelle mista?

Una pelle mista presenta sia le caratteristiche di una secca che quelle di una grassa, caratterizzata da zone più secche e sensibili quali contorno occhi, zigomi e guance, insieme ad altre (zona T: fronte, naso e mento) più oleose, con sovraproduzione di sebo, pori dilatati e brufoli. Ci troviamo perciò di fronte a un incarnato non uniforme e che sentirà la necessità di una skincare adatta a raggiungere un compromesso: le aree più delicate andranno protette e reidratate al meglio mentre le zone lucide normalizzate per quanto riguarda sebo, imperfezioni ed eventuali infiammazioni.

Le possibili cause legate alla presenza di pelle mista sono:

  • Predisposizione genetica
  • Utilizzo di prodotti non adeguati
  • Cambiamenti ormonali (esempio durante la pubertà)
  • Sbalzi termici
  • Alimentazione scorretta.

Skincare per pelli miste: i nostri consigli

In questo caso il trattamento per il viso dovrà essere strettamente personalizzato, le zone sensibili e quelle lucide, infatti, non sono sempre le stesse per tutti e ciascuna pelle mista ha generalmente una condizione dominante (secchezza o sovrapproduzione di sebo) a cui porre più attenzione. In tal senso indirizzeremo la ricerca dei prodotti più idonei per la nostra skincare routine.

In linea di massima la pelle mista non deve essere né ipernutrita né aggredita con lavaggi errati, potremo perciò scegliere un detergente in gel, non schiumogeno, dalla texture leggera per non impoverire le zone delicate.

I migliori tonici sono quelli senza alcool, idratanti e lenitivi, oppure quelli che svolgono un’azione astringente e purificante.

Se opteremo per un siero idratante (privo di olio) andremo sul sicuro: nutriremo le zone secche senza appesantire quelle grasse. La nostra scelta potrebbe benissimo anche ricadere su un siero indicato per pelli impure da applicare nella zona T oppure uno anti-age per contrastare la perdita di collagene ed elastina con l’avanzare dell’età. Data la particolare sofferenza della pelle mista durante i cambi di stagione, l’utilizzo di un siero alla vitamina C può essere d’aiuto per contrastare lo stress ossidativo da agenti ambientali, fornendo al contempo una azione foto protettiva, antiaging e illuminante, schiarente in caso di macchie melaniche.

Conferiremo poi idratazione mediante un contorno occhi rimpolpante e una crema viso sebo normalizzante per favorire omogeneità e luminosità, ideale se contenente: ceramidi per mantenere l’elasticità cutanea, acido ialuronico per migliorare l’idratazione, fosfolipidi che aiutano a rinforzare le membrane cellulari, vitamina C (antiossidante con potere infiammatorio), tocoferolo o vitamina E che riduce gli arrossamenti e regola il sebo.

Come tutte le tipologie di pelle, anche quella mista necessita di un trattamento esfoliante una volta alla settimana al fine di promuovere il ricambio cellulare, affinare la grana della pelle e riconferirne luminosità. Non insistiamo sulle zone delicate, mentre per le zone impure utilizziamo uno scrub dedicato. L’utilizzo di maschere più o meno nutrienti dipenderà dalle particolari necessità della pelle e da quale componente, se quella secca o quella grassa, è predominante. Infine, applicare un olio viso nelle zone più stressate ci darà ulteriore confort.

Il make up ideale per pelli miste

Che dire sul make-up? Il nostro obiettivo è quello di uniformare l’incarnato riducendo al contempo le imperfezioni, prediligeremo perciò l’utilizzo di:

  • Primer viso opacizzanti da stendere esclusivamente nella zona T
  • Fondotinta minerali che, essendo naturali, non aggrediscono la pelle ma conferiscono il desiderato effetto opacizzante
  • Cipria, da utilizzare solo nella zona T
  • Per un contorno occhi delicato affidiamoci a prodotti cosmetici studiati per cute ipersensibile.

Riassumendo: tips per pelli miste

  • Alleniamoci ogni giorno a capire di cosa ha bisogno la nostra pelle per prendercene cura al meglio. Se, per esempio, sentiamo la pelle tirare allora dovrà essere idratata in profondità; se al contrario, l’avremo appesantita, diverrà lucida dopo poco aver effettuato la nostra skincare. Non sempre però se la pelle è oleosa significa che l’abbiamo nutrita troppo, ricordiamoci che l’eccesso di sebo può essere causato anche da una detersione eccessiva ed errata
  • Molto utili per la pelle mista sono le maschere all’argilla: rosa per una azione sebo-equilibrante nelle zone impure e bianca per fornire nutrimento e idratazione alle zone più secche e sensibili
  • Ricorda di lavarti il viso con acqua non troppo calda per non creare arrossamenti fastidiosi sul viso
  • In caso di rossori cutanei puoi optare per maschere all’aloe vera o alla calendula da applicare sulle zone interessate per una azione lenitiva e riparatrice.

Con quest’ ultima tipologia di pelle concludiamo così questo mese dedicato alla skincare.

E tu che tipo di pelle hai? Vieni a trovarci per scoprire la gamma di prodotti più adatti per la cura del tuo viso!

Ancora per poco sconti fino al 50% sulla linea cosmetica Isadora! Scegli la qualità per un make-up impeccabile!

Presbiopia: cos’è e quali sono le cause?

Categories:

Ti sei mai chiesto cosa sia la presbiopia e da cosa sia causata? Nel nostro articolo ti forniremo le risposte che stai cercando!

La presbiopia consiste nella difficoltà a vedere bene gli oggetti da distanza ravvicinata. Può insorgere naturalmente e progressivamente a partire dai 45 anni circa; un classico segno distintivo è l’esigenza di dover allontanare il giornale o il libro per riuscire a leggere. Nei miopi, in cui la presbiopia insorge più tardi, si può manifestare un miglioramento nel vedere da lontano. La diagnosi spetta in ogni caso allo specialista oculista.

La causa della presbiopia risiede nell’indurimento del cristallino e nell’indebolimento dei muscoli oculari ciliari con l’avanzare dell’età. In particolare il nucleo del cristallino si disidrata, risultando sempre meno flessibile, mentre i muscoli ciliari perdono elasticità: l’associazione di questi due fattori conduce a una mancata capacita di accomodamento dell’occhio e a una impossibilità nel regolare la potenza di rifrazione su brevi distanze. Di conseguenza l’occhio non risulterà più in grado di mettere a fuoco le immagini vicine che risulteranno sfocate.

Come viene corretta la presbiopia?

Mediante una correzione ottica adeguata o in alcuni casi con la chirurgia. Se la presbiopia è agli esordi si tende a rimandare l’utilizzo di occhiali, in modo tale che il cristallino possa esercitarsi nella messa a fuoco e mantenersi elastico quanto più a lungo possibile.

Come si può agire per mantenere l’occhio in salute e/o rallentare il decorso di difetti ottici come quello della presbiopia?

  • È importante proteggere gli occhi con lenti da sole adeguate all’intensità della luce per evitare ulteriori danni da parte dei raggi ultravioletti (UV)
  • È bene evitare il fumo e l’alcol
  • Fare attività fisica regolare e moderata aiuta la circolazione sanguigna. Un occhio sano è un occhio ben irrorato
  • Anche l’alimentazione può essere d’aiuto. Per una buona salute oculare si raccomanda il consumo di:
  • Cibi ricchi di betacarotene come le carote o l’alga spirulina. Questo carotenoide è precursore della vitamina A, ottima per la retina, per migliorare la visione notturna, per aiutare a prevenire la sindrome dell’occhio secco e la degenerazione maculare senile
  • L’olio extravergine di oliva: grazie al suo contenuto di omega 3, omega 6, vitamina E e polifenoli (antiossidanti) aiuta anch’esso a prevenire la secchezza oculare e la degenerazione maculare. Ricorda, la qualità di un olio si definisce in base alla quantità di polifenoli in esso contenuti! Più ce ne sono e meglio è, e più sentirai pizzicare la gola quando lo utilizzi.
  • Pesci come salmone, sgombro, sardine, orata, tutti ricchi di omega 3
  • Alimenti ricchi di vitamina C come kiwi, pompelmo e arancia. La vitamina C è un potente antiossidante ed è capace di stimolare la produzione di collagene, che aiuta a mantenere in forma i muscoli del bulbo oculare e i suoi vasi sanguigni. Anch’essa pertanto diminuisce il rischio di insorgenza di malattie dell’occhio, come la cataratta
  • Frutta secca come noci, nocciole, mandorle e arachidi: grazie al loro contenuto di vitamine B ed E, omega 3 e minerali antiossidanti come selenio e zinco, aiutano a proteggere le cellule dell’occhio
  • Verdura a foglia verde come spinaci, cavoli, bietole e sedano sono ricchi di vitamina A e forniscono luteina e zeaxantina, due antiossidanti contenuti dalla stessa retina e dal cristallino
  • Anche l’igiene non è da trascurare: meglio sempre fare attenzione ad avere le mani pulite quando ci strofiniamo gli occhi e, per chi usa il trucco, detergerli accuratamente prima di andare a letto ogni sera
  • Trascorrere tempo all’aria aperta, nella natura e circondati da tanti colori è un toccasana per mente e corpo, perciò anche per i nostri occhi. Ricordiamoci di prediligere la luce naturale e di fare frequenti pause se si utilizzano device tecnologici per lungo tempo
  • Ultimi, ma non meno importanti, sono gli esercizi di ginnastica oculare. I muscoli dell’occhio infatti hanno bisogno di mantenersi in forma tanto quanto tutti gli altri, e porre lo sguardo sempre sullo stesso punto e alla stessa distanza (come nell’odierno smart working) ne favorisce l’irrigidimento; muscoli poco elastici saranno carichi di tensione e responsabili di affaticamento e stanchezza oculare.

Di esercizi ne esistono diversi, oggi noi te ne consigliamo qualcuno. Potrai eseguirli a occhi aperti o chiusi e quando più ne senti il bisogno. I tuoi occhi ti ringrazieranno!

  • Mantenendo ferma la testa muovi gli occhi in su e in giù arrivando al limite del tuo campo visivo
  • Fai la stessa cosa muovendoli a destra e sinistra
  • Fai la stessa cosa muovendo gli occhi come se dovessi disegnare un ampio cerchio, prima in un verso e poi nell’altro, sempre cercando di arrivare al limite del tuo campo visivo

Devi correggere la tua presbiopia? In Farmacia sono arrivati i nuovi modelli di occhiali Twin Optical! Vieni a scoprirli e a scegliere insieme a noi il modello che più ti piace!

Pelle grassa: come riconoscerla, skincare e make up

Categories:

Come riconoscere una pelle grassa?

Una pelle grassa è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo (miscela di lipidi secreta dalle ghiandole sebacee situate nel derma) che le conferisce il tipico aspetto lucido e oleoso, facendola risultare unta e irregolare al tatto. Il sebo in eccesso non è in grado di fuoriuscire correttamente dai pori della pelle, occludendoli e portando alla formazione dei tipici comedoni e punti neri. Essi, presenti soprattutto nella zona “T”, contribuiscono a rendere l’incarnato poco uniforme e spento.

Questa sovrapproduzione lipidica è inoltre responsabile della perdita della naturale acidità della pelle e del conseguente disequilibrio della microflora batterica cutanea (sapevi che abbiamo batteri “buoni” presenti su tutta la superficie della pelle?). L’ attacco da parte dei batteri “cattivi” sarà quindi favorito e potremo andare incontro all’infiammazione dei follicoli pilosebacei (follicoli piliferi + ghiandola sebacea) con formazione dei famosissimi e odiatissimi brufoli.

A differenza della pelle secca, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, questa tipologia di cute invecchierà con meno facilità e la formazione di rughe sarà più graduale nel tempo, si stima compaiano fino a 5 o 6 anni più tardi. Un punto a favore insomma! Il motivo sta proprio nell’eccesso di sebo che, per quanto responsabile di molteplici inestetismi, è un componente essenziale del film idrolipidico. La nostra pelle sarà perciò conservata per più tempo e mantenuta più idratata, nonché protetta dalle aggressioni esterne come umidità, vento e inquinamento.

Riassumendo, ci troveremo di fronte a una pelle grassa in presenza di:

  • Oleosità eccessiva
  • Pelle molto lucida
  • Incarnato opaco e spento
  • Acne
  • Brufoli
  • Punti neri
  • Pori dilatati.

Quali possono essere le cause che rendono la pelle grassa?

Se è facile riconoscerla, non lo è altrettanto risalire alle cause che ne stanno alla base, possiamo però focalizzarci sui sei punti considerati più influenti:

  1. Genetica: alcune persone sono più predisposte di altre a una pelle di questo tipo
  2. Stimoli ormonali: la produzione di sebo è regolata da stimoli ormonali, in particolare il testosterone e il progesterone ne stimolano la secrezione, mentre gli estrogeni tendono a ostacolarla. Per questo motivo la pelle maschile, stimolata dagli ormoni androgeni, è notoriamente più spessa e grassa, a volte con presenza di brufoli anche su tronco e spalle. Allo stesso modo, nelle donne è frequente la comparsa di brufoli nella fase premestruale proprio perché a questo punto del ciclo vi è un aumento del livello di testosterone
  3. Adolescenza: durante questa fase della vita, le ghiandole seborroiche producono più sebo e questo comporta la comparsa di brufoli e oleosità eccessiva
  4. Stress: quando siamo stressati le nostre ghiandole surrenali producono un ormone, il cortisolo (definito proprio “ormone dello stress”) che stimola le ghiandole sebacee a produrre più sebo
  5. Errata skincare: una cute oleosa e infiammata potrebbe indurci a una detersione troppo frequente, con prodotti aggressivi o a fare trattamenti esfolianti troppe volte settimana. Sbagliato! Se stresseremo troppo la nostra pelle depauperandola di tutto il sebo, otterremo l’effetto contrario, con infiammazione, punti neri e produzione di sebo aumentati (effetto rebound)
  6. Alimentazione: una dieta in cui la componente di grassi introdotti è superiore al dovuto può portare anch’ essa a stimolare la produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.

Skincare per pelli grasse: i nostri consigli

Partiamo, come sempre, con il parlare del detergente: anche per le pelli grasse saranno necessari prodotti dedicati, in genere individuabili grazie alla dicitura “per pelli impure e a tendenza acneica”. Il compito è quello di detergere e purificare la cute da impurità e dal sebo in eccesso, liberando i pori in profondità e contrastando così la formazione di imperfezioni come brufoli e punti neri. Ricordiamo che non devono eccessivamente sgrassare la pelle, altrimenti si rischia il famigerato effetto rebound. Se il detergente è sbagliato lo si può notare dalla sensazione di pelle “che tira” dopo l’utilizzo.

Dopo l’utilizzo del detergente per la pulizia, si passerà al tonico per aiutare a normalizzare la pelle, azione ancora più necessaria in caso di sebo in eccesso: l’uso regolare restringe infatti i pori e affina la grana dell’epidermide.

A questo punto siamo pronte per idratare, passaggio essenziale anche per la pelle grassa. Per siero, contorno occhi e crema viso sceglieremo un trattamento con una texture leggera, non comedogena, con azione sebo-regolatrice. Se il filtro solare non è già presente nella crema viso, utilizzeremo una protezione solare, anch’essa dalla texture leggera e grado di protezione SPF da 15 a 25.

I trattamenti esfolianti stimolano il rinnovo cellulare riportando luminosità all’incarnato spento e affinando la grana della pelle. Andranno applicati una o due volte a settimana.

Se vogliamo applicare una maschera purificante, ad esempio a base di argilla verde, è questo il momento. La maschera infatti deve sempre essere utilizzata sulla pelle detersa e possibilmente esfoliata; in caso contrario, le impurità penetrerebbero profondamente nei pori. Attenzione però alle pelli sensibili o iper-reattive, in questi casi utilizzare l’associazione “esfoliante + maschera purificante” potrebbe essere troppo aggressiva, portando a disidratare eccessivamente la cute.

Se la pelle è accompagnata da imperfezioni come brufoli e punti neri, puoi trattarli localmente con una formula appositamente studiata, che spesso è a base di ingredienti come acido salicilico, dalle proprietà antibatteriche. Può rivelarsi particolarmente utile anche l’utilizzo, alla sera, di un siero all’acido glicolico che, grazie alle sue proprietà, aiuta a ridurre le imperfezioni della pelle e a purificarla.

Ricordiamo, infine, di lenire e nutrire la pelle dopo averla stressata con i trattamenti serali, utilizzeremo perciò una crema idratante notte in grado di ristabilire l’equilibrio del film idrolipidico senza appesantire la cute.

Il make up ideale per pelli grasse

Per quanto riguarda il trucco per pelle grassa, soprattutto nella categoria dei prodotti dedicati alla base viso, sono da preferire cosmetici formati per la gran parte da polveri, come ciprie e fondotinta compatti. È meglio usare questi prodotti poiché non aumentano in modo eccessivo l’idratazione cutanea, contrastano l’effetto lucido, grazie alle proprietà opacizzanti, aumentano la tenuta del trucco, assorbendo il sebo in superficie e infine aiutano a evitare la comparsa di punti neri e brufoli.

I fondotinta in polvere o compatti sono perfetti perché opacizzano e l’effetto dura a lungo. Tuttavia, potrebbero non andare bene qualora siano presenti imperfezioni da nascondere. Il fondotinta liquido, in questo caso, offre una copertura buona, a patto di sceglierlo privo di oli e ricco di minerali e principi attivi green e calmanti, quali salvia, lavanda, rosmarino, eucalipto, cipresso, tea tree, menta e bergamotto. Questi ingredienti vantano proprietà disinfettanti e astringenti, consentendo di assorbire il sebo in eccesso e contrastandone la produzione. Inoltre, se sceglieremo un fondotinta minerale, ovvero costituito da pigmenti di derivazione minerale e quindi naturale, assicureremo una corretta traspirazione della cute evitando il rischio di occludere i pori.

Quanto al primer, sì a un prodotto levigante e opacizzante, mai troppo occlusivo, con attivi in grado di restringere i pori, perfezionando la grana della pelle.

Riassumendo: tips per pelli grasse

  • Ricordati di struccare sempre il viso a fine giornata
  • Non “tormentare” la tua pelle schiacciando e strizzando brufoli e punti neri
  • Non eccedere con lavaggi troppo frequenti, per non stimolare ulteriormente la produzione di sebo: pulire il viso mattina e sera, come parte della tua routine quotidiana, è l’ideale
  • Utilizza sempre una protezione UV per non peggiorare la condizione di brufoli e imperfezioni sotto il sole
  • Segui una dieta equilibrata e regolare, ricca di frutta e verdura
  • Bevi almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno per aiutare a ripulire la pelle da tossine e impurità
  • L’utilizzo di fondotinta in condizioni di sudorazione importante può favorire l’occlusione dei pori e difficoltà della pelle nell’espellere le impurità. Meglio evitare!

Eccoci alla conclusione, se anche tu soffri di inestetismi dovuti alla pelle grassa e desideri prodotti ad hoc per occupartene al meglio, vieni a trovarci! Ti aiuteremo a trovare i trattamenti più adatti a te! Scopri con noi la linea Vichy.

Ti diamo appuntamento alla prossima settimana con l’ultimo articolo dedicato al tema pelle! Stay tuned!

Pelle secca: come riconoscerla, skincare e make up

Categories:

Come riconoscere una pelle secca?

Una pelle secca è caratterizzata da una carenza di acqua e lipidi nel suo strato più esterno (il famoso film idrolipidico). Questo comporta un’incapacità del derma di trattenere acqua con conseguente secchezza, associata a vulnerabilità e reattività più spiccata ad agenti esterni, quali per esempio smog, vento e freddo, con conseguente arrossamento.

Nelle persone che soffrono di pelle secca sono spesso evidenti screpolature localizzate nelle zone più delicate del viso come naso, guance e contorno occhi. Inoltre la predisposizione all’invecchiamento cutaneo e alla comparsa di rughe sarà maggiore rispetto ad altre tipologie di derma poiché, in seguito all’insufficiente produzione di sebo, con il tempo verrà meno anche il collagene, componente del tessuto connettivo assimilabile a un’impalcatura che mantiene la pelle tesa, soda ed elastica.

Quali sono i sintomi, o meglio, i tratti distintivi che denotano la presenza di pelle secca?

  • Sensazione di pelle che tira
  • Pelle sottile
  • Screpolature e desquamazioni
  • Rossori
  • Poca elasticità
  • Ruvidità al tatto
  • Presenza di rughe sottili.

Quali possono essere le cause che rendono la pelle secca?

Le ragioni che tendono a rendere la pelle secca sono molteplici, ma sicuramente le principali includono:

  • Basse temperature atmosferiche, infatti quando l’aria è fredda e secca molte persone soffrono di secchezza e rossore, segni di una pelle infastidita e facilmente irritabile
  • Contatto prolungato con l’acqua, soprattutto se molto calda, priva la pelle dei suoi oli naturali, dalle proprietà lubrificanti e protettive
  • Idratazione insufficiente, infatti se non assumiamo un quantitativo adeguato di acqua la pelle ne soffrirà. Si raccomanda di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e nelle calde giornate estive anche oltre
  • Detergenti e trattamenti non idonei. Il sapone infatti è un emulsionante, in altre parole una sostanza studiata per scomporre gli oli, è quindi essenziale utilizzare prodotti e attuare una frequenza di detersione corretti per evitare un disequilibrio del film idrolipidico dell’epidermide. Eccessi in tal senso portano a una pelle secca e arida
  • Assunzione di farmaci, infatti alcuni medicinali causano secchezza cutanea
  • Età. La maggior parte delle persone, con il passare del tempo, avverte secchezza cutanea a causa della progressiva compromissione della barriera idrolipidica, a lungo andare si perde infatti la capacità di mantenere costante l’idratazione.

Skincare per pelli secche: i nostri consigli

La scorsa settimana abbiamo visto insieme quali sono i passaggi fondamentali per una skincare ottimale. Vediamo ora le peculiarità da adottare in caso di una pelle secca o molto secca.

Partendo dalla quotidiana pulizia, il detergente utilizzato dovrà essere specifico per questa tipologia di pelle e perciò adatto ad asportare le impurità superficiali senza però risultare aggressivo. In caso di pelle secca sarà particolarmente indicato un latte detergente, fluido cremoso dalla caratteristica texture densa. I lipidi in esso contenuti rappresentano una componente essenziale per assicurare idratazione ed emollienza alla pelle appena detersa. In questa tipologia di prodotto, proprio perché formulato appositamente per pelli delicate e sensibili, sarà frequente trovare anche sostanze lenitive come olio di jojoba e malva, umettanti (glicerina), o ancora acqua termale, vitamine e principi antiage come acido ialuronico.

 

Ciò su cui dovremo puntare per trattare i segni distintivi di una pelle secca assicurandone al contempo nutrizione e protezione, saranno siero, contorno occhi, crema viso e protezione solare.

  • Il siero rappresenta il nostro trattamento specifico che penetra in profondità e che potenzierà l’azione della crema idratante: sono perfetti sieri contenenti acido ialuronico, oli vegetali pregiati, come quelli di cocco o argan, alfa-idrossiacidi, collagene e vitamina E. Anche qui possiamo trovare acqua termale.
  • Il contorno occhi avrà come target la protezione dall’invecchiamento cutaneo, con annessa azione levigante per contrastare le rughe sottili che sono solite formarsi. Tra le sostanze contenute potremo trovare acido ialuronico, vitamina A ed E, olio di mandorle dolci, burro di karité e olio di avocado, o ancora acido glicolico e lipoico. Se si è alla ricerca di un prodotto dallo spiccato effetto lenitivo sono d’aiuto anche soluzioni contenenti principi come lavanda, calendula e bisabolo.
  • La crema idratante dovrà assicurare un effetto rimpolpante, protettivo e nutriente. Si privilegiano principi contenenti vitamina C, acido ialuronico, aloe vera, glicerina, pantenolo, alfa-idrossiacidi, oli vegetali e burri. Alcune formulazioni arricchite con ceramidi sono in grado di imitare i naturali meccanismi di idratazione della pelle, aumentandone i livelli e riducendo la perdita di acqua transepidermica.

 

Martedi 15 marzo approfitta del Beauty Days Lierac per usufruire del 20% o 30% sulla linea Lierac Hydragenist ideale per pelli secche! L’ossigeno biomimetico favorisce l’ossigenazione cellulare e permette di rilanciare i meccanismi di idratazione. L’acido ialuronico igroscopico, conferisce un’idratazione intensa assorbendo fino a 1000 volte il suo peso in acqua. Infine le vitamine C, E, B5 e B6 sono note per le loro proprietà antiossidanti, idratanti e anti-età.

 

  • La protezione solare è invece essenziale per contrastare il foto invecchiamento provocato dai raggi UV. Per tutti i giorni si consiglia una SPF 15+ o 25+. In alcune creme viso il filtro solare è già incluso, in tal caso si potrà saltare questo passaggio. Nei periodi estivi sarà ovviamente necessaria una protezione più alta (30+ o 50+) utilizzando un solare specifico per pelli secche e che protegga contro l’intero spettro solare (UVA e UVB).

 

Con questa tipologia di pelle è bene fare attenzione a non eccedere con i trattamenti esfolianti. Scrub e peeling delicati, da effettuare non più di due o tre volte al mese, consentono di rinnovare il viso asportando le cellule morte, uniformando cosi l’incarnato e stimolando la rigenerazione cellulare. Dopo il trattamento serale sarà essenziale nutrire e idratare a in profondità: largo a creme viso corpose e oli viso.

Se desideriamo invece un boost di idratazione per assicurarci una pelle morbida ed elastica, utilizziamo una maschera viso super nutriente e riparatrice che, come sappiamo, dovremo applicare subito dopo i trattamenti esfolianti.

Il make up ideale per pelli secche

Una skincare adeguata alla tipologia di pelle è la base per la buona riuscita del make up.

Una volta preparata correttamente la pelle del viso saremo pronte per la stesura del fondotinta, in caso di pelli secche meglio utilizzarne uno liquido e cremoso. Al contrario dei prodotti in polvere, infatti, quelli liquidi sono più facili da applicare in modo uniforme, evitando di creare il cosiddetto “effetto maschera”, contendendo di base principi attivi con funzione idratante.

L’utilizzo di un primer aiuterà invece a prevenire la scomparsa del fondotinta durante la giornata. Per il fissaggio scegli polveri micronizzate da utilizzare in piccole quantità solo nelle zone dove il fondotinta tende ad accumularsi (pieghe nasogeniene, rughe glabellari, commessure labiali), mentre il resto del viso può farne a meno.

A make-up ultimato puoi vaporizzare sul viso uno spray per fissare i prodotti già applicati e dare un finish più naturale. Per prevenire i picchi di disidratazione durante la giornata può essere utile portare con sé acqua termale da vaporizzare appena si avverte la sensazione di discomfort.

In caso di contorno occhi delicato, si può optare per linee cosmetiche studiate appositamente per pelli sensibili e ipersensibili che forniscono prodotti come matite occhi e mascara ad alta tollerabilità.

Hai una pelle particolarmente reattiva? La linea cosmetica Avène fa al caso tuo!

Riassumendo: tips per pelli secche

  • Quando detergi il viso non usare acqua troppo calda, meglio tiepida
  • Per asciugare il viso tampona con un asciugamano morbido e senza sfregare
  • Evita eccessive esposizioni ai raggi UV solari o artificiali (lettini solari)
  • Scegli i migliori detergenti delicati, privi di alcol e poco schiumogeni
  • Quando applichi i prodotti massaggia con movimenti circolari in modo da favorirne l’assorbimento e nutrire a fondo la pelle.

L’articolo dedicato alla pelle secca si conclude qua, ma diamo già appuntamento alla prossima settimana per scoprire insieme la skincare più adatta per la pelle grassa! Stay tuned!

Marzo è il mese dedicato alla cura della pelle: parliamo di skincare routine

Categories:

Scopri come prenderti cura della tua pelle nella quotidianità

Qual è il modo corretto per prenderti cura della tua pelle? Quanti tipi di pelle ci sono e quali prodotti prediligere? Scopriamolo insieme!

L’immagine qui di seguito rappresenta quella che dovrebbe essere la routine giornaliera alla quale dovremmo sottoporci sia la mattina che prima di andare a letto. Ovviamente i due iter risultano differenti per questi momenti della giornata, scopriamo insieme step by step cosa prevedono.

  • SKINCARE ROUTINE GIORNO: ogni donna per iniziare al meglio la giornata, desidera una pelle luminosa, idratata e riposata, pronta per l’eventuale applicazione del make-up, ma importante è anche la protezione dagli agenti esterni come vento, smog, inquinamento e raggi solari. Per questo motivo in primis bisogna tenere conto della stagione nella quale ci si trova; i mesi più freddi richiedono una maggiore idratazione e protezioni più corpose rispetto a quelli mesi estivi, durante i quali prediligeremo creme leggere. Se con il caldo abbiamo la percezione di fastidio verso la crema viso, potremo sospenderla e passare direttamente dall’applicazione del contorno occhi a quella della protezione solare, anch’essa idratante.
  • SKINCARE ROUTINE NOTTE: il riposo notturno favorisce la rigenerazione delle cellule epidermiche e ristabilisce la corretta idratazione cutanea. Per questa ragione risulta fondamentale pulire la cute adeguatamente con uno struccante a base oleosa da ogni traccia di make-up permettendole di respirare e di ristabilire il film idro-lipidico. Se abitualmente ci dedichiamo a trattamenti esfolianti, questo è il momento ideale della giornata per farli in quanto applicare questo genere di prodotti la sera prima di coricarsi permette alla pelle di riposarsi dopo il trattamento. Un leggero arrossamento in questo caso è normale, e proprio per averla stressata, la nostra pelle sentirà l’esigenza di un’idratazione ancora più consistente, perciò largo spazio a maschere viso super nutrienti e oli viso.

 

Quali prodotti non dovrebbero mai mancare per una corretta skincare?

Se desideriamo effettuare una skincare quotidiana, giorno e notte, adeguata e completa, esistono prodotti che non dovrebbero mai mancare, ovvero:

Detergente a base acquosa adatto alla nostra tipologia di pelle, per rimuovere impurità e cellule morte, al fine di evitare la formazione di punti neri e brufoli

Tonico, ulteriore purificante per l’epidermide, riduce i pori dilatati e ha un’azione rinfrescante e addolcente

Siero, ovvero un concentrato di principi attivi dalla consistenza fluida. Questo una volta assorbito verrà fissato dalla crema idratante. È un passaggio essenziale nella cura della pelle a ogni età. Essendo un trattamento specifico è fondamentale scegliere il siero giusto, quello più indicato per le caratteristiche della propria pelle, problematiche ed età. SkinCeuticals propone una vastissima gamma di sieri specifici per il viso, pertanto realmente utili ed efficaci. Se desideri scoprirli, puoi trovarli anche presso la nostra Farmacia!

Contorno occhi, necessario in quanto la pelle attorno agli occhi è più delicata e sottile rispetto a quella del resto del viso, per questo si utilizza un prodotto specifico che, a differenza delle creme viso, non rischia di dare irritazione e lacrimazione (causata anche semplicemente dalla profumazione). Inoltre questo tipo di prodotto, spesso ricco di antiossidanti, nutre in profondità e previene l’insorgenza di inestetismi come rughette, borse e occhiaie

Crema viso, rigorosamente adatta al proprio tipo di pelle. Se ancora non hai individuato quella più adatta per te potresti approfittare dei Beauty Days Lierac che termineranno il 15 marzo. Potrai scoprire le linee di prodotti dedicate alla skincare quotidiana e trovare quelli che fanno al caso tuo.

Riassumendo: tips per una pelle sana

  • Idrata sempre la pelle dopo ogni detersione
  • Utilizza trattamenti esfolianti non più di 1 o 2 volte a settimana per non stressare la pelle
  • Bevi molto per mantenere la cute idratata
  • Non toccarti il viso con le mani sporche
  • Proteggi sempre la tua pelle dai raggi solari
  • In caso di cute infiammata (acne e brufoli) utilizza probiotici in quanto possono essere d’aiuto
  • Segui un’alimentazione sana ed equilibrata.

L’articolo dedicato alla skincare si conclude qua, ma torneremo la prossima settimana per scoprire nel dettaglio la skincare perfetta per chi ha la pelle secca. Stay tuned!

Alla scoperta del cuoio capelluto e dei trattamenti per prendersene cura al meglio

Categories:

Ti sei mai chiesto perché alcune persone hanno capelli secchi e altre grassi?

Tutto dipende dalla salute del cuoio capelluto! Esso è infatti per i capelli, ciò che è il terreno per le piante. Vediamo insieme cos’è, come è fatto, in quali tipologie si può classificare e quale può essere la linea hair care più adatta.

Cuoio capelluto: cos’è?

Il cuoio capelluto è la parte di cute in cui risiedono e hanno origine i capelli. Questo è composto da:

  • Tessuto cutaneo, suddiviso in:
    • Epidermide, lo strato più superficiale della cute dove risiedono nervi e capillari
    • Derma, strato connettivo più profondo, in cui risiedono i bulbi piliferi e le ghiandole sebacee. Qui avviene la vascolarizzazione cutanea che porta nutrimento ai capelli e garantisce la salute del cuoio capelluto
    • Ipoderma, strato connettivo lasso costituito per lo più da adipe.
  • Bulbi piliferi, ovvero la zona deputata alla generazione di tutte le componenti del pelo
  • Ghiandole sebacee le quali producono il sebo, essenziale per la formazione del film idro-lipidico che protegge e idrata il cuoio capelluto.

Tipologie di cuoio capelluto

Un cuoio capelluto sano si presenta rosa chiaro, liscio e senza desquamazioni. Il ricambio cellulare avviene al meglio e le cellule morte si disperdono in maniera impercettibile.

Quando così non è, possiamo trovarci di fronte a:

  • Cuoio capelluto secco, dove le cellule morte della superficie della cute si accumulano portando spesso al fenomeno della desquamazione con conseguente prurito alla testa. Non di rado a questa condizione è associata la presenza di forfora secca. In alcuni soggetti si può arrivare allo sviluppo di dermatite seborroica con dolore e bruciore al cuoio capelluto stesso.

Con un cuoio capelluto di questo tipo i capelli risulteranno fragili, opachi, con doppie punte e con tendenza a sfibrarsi (classici capelli secchi), sarà perciò necessario utilizzare shampoo e balsamo specifici nutrienti e delicati, in modo che venga ricostruito e preservato il film idro-lipidico della cute, ono inoltre consigliate maschere idratanti e ristrutturanti almeno una volta a settimana. Per conferire lucentezza e corposità al capello gli oli da apporre soprattutto sulle punte sono particolarmente apprezzati

  • Cuoio capelluto sensibile/irritato. In questo caso non vi sono anomalie visibili, ma è un cuoio capelluto iperattivo e ipersensibile con prurito e bruciore. Spesso i capelli “fanno male” se mossi o legati. Le cause sono da ricercare in stress e inquinamento, ma anche nell’assunzione di farmaci. Molto spesso i danni sono causati anche da lavaggi troppo frequenti e/o con shampoo aggressivo e non adatti al proprio cuoio capelluto. Anche in questo caso prodotti delicati ed emollienti rappresentano la scelta vincente
  • Cuoio capelluto grasso: questa tipologia di cuoio capelluto è caratterizzata da una produzione eccessiva di sebo da parte delle ghiandole sebacee. Il sebo in eccesso si va a depositare alla base del capello rendendolo unto e pruriginoso. Spesso il tutto è associato a forfora grassa che si manifesta sotto forma di scaglie bianche e unte. L’eccesso di sebo inoltre soffoca la cute con conseguente difficoltà di ricambio cellulare e accumulo di cellule morte. Al verificarsi di questa condizione i capelli appariranno perciò lucidi e pesanti già poche ore dopo il lavaggio (capelli grassi) e sarà importante utilizzare prodotti indicati che purifichino il cuoio capelluto senza aggredirlo; molto spesso infatti questa condizione è associata a una irritazione della cute data da una detersione eccessiva, troppo frequente ed errata. Si raccomanda di utilizzare con moderazione balsami e oli in modo dal non appesantire il capello. Infine massaggiare la cute con delicatezza favorirà la vascolarizzazione senza però stimolare una produzione eccessiva di sebo.

In ultimo ricordiamoci qualche accortezza utile a mantenere i capelli in salute e non stressare eccessivamente il cuoio capelluto:

  • Non utilizzare il phon tenendolo troppo ravvicinato a cute e capelli a temperature molto alte
  • Evitare i lavaggi troppo frequenti se non accompagnati da un utilizzo settimanale di maschere nutrienti
  • Usare sempre shampoo e prodotti specifici per la propria tipologia di capello e adatte alla frequenza di lavaggio
  • Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è essenziale anche per il benessere della propria chioma.

Vuoi ricevere suggerimenti e prodotti specifici per i tuoi capelli? Passa a trovarci! Da noi puoi trovare la gamma completa Phyto, specialisti nella cura dei capelli grazie a trattamenti e prodotti specifici per ogni esigenza. Ti aspettiamo per aiutarti nella ricerca della soluzione che fa al caso tuo.

Che cos’è la celiachia?

Categories:

La celiachia è una malattia infiammatoria di natura autoimmune, caratterizzata da una reazione immunitaria a seguito dell’assunzione di glutine, in particolare nei confronti delle proteine gliadine in esso contenute. La gliadina rappresenta il 90% del contenuto proteico dei cereali contenenti glutine, come per esempio frumento, farro, segale e orzo.

A lungo andare questa intolleranza permanente porterà a uno stato infiammatorio a danno delle mucose dell’intestino tenue, causando l’appiattimento dei villi intestinali e il conseguente malassorbimento di alcuni nutrienti, tra cui vitamine e oligoelementi.

Possiamo classificare la celiachia in tre tipologie:

  • Potenziale: il soggetto presenta una mucosa intestinale normale, ma, essendo la celiachia una malattia data da combinazione tra fattori ambientali (glutine) ed ereditari, qualora vi sia una predisposizione genetica, essa si potrà manifestare. Per questi soggetti si raccomanda una dieta ordinaria, ponderando però il consumo di glutine. Una sua eccessiva assunzione può portare a una celiachia conclamata.
  • Silente: la mucosa del soggetto risulta lesionata, per cui vi è presenza di malassorbimento (evidenziabile mediante prelievo ematico), ma non vi sono sintomi. In questo caso verrà indicato di seguire una dieta priva di glutine in quanto, sebbene non vi siano sintomi evidenti, l’intestino risulta danneggiato
  • Diagnosticata: la mucosa del soggetto è lesionata e sono presenti sintomi e malesseri a danno della persona. A sua volta si suddivide in celiachia classica o atipica.
    • Classica: si manifesta di solito tra i 6 mesi e i 2 anni ed è caratterizzata da una scarsa crescita, diarrea cronica, distensione addominale, astenia, ipotonia muscolare, inappetenza e irritabilità. Altri sintomi tipici sono meteorismo, crampi all’ addome e perdita di peso.
    • Atipica: più difficile da individuare e diagnosticare perché i sintomi possono essere fuorvianti e riconducibili ad altre patologie. Avremo infatti manifestazioni come stipsi, alopecia, anemia, osteoporosi e dermatite.

In entrami i casi, una volta diagnosticata, verrà suggerito di seguire una dieta rigorosamente gluten free a vita.

Qual è la terapia nel caso della malattia celiaca? Esclusivamente quella dietetica, eliminando tutto ciò che contiene glutine, sia direttamente, ovvero cereali contenenti questa proteina, che indirettamente, pertanto quegli alimenti che di per sé non prevedono l’impiego di cereali contenenti glutine, ma che nel processo lavorativo possono essere oggetto di contaminazione.

Come si ottengono gli alimenti senza glutine? Esistono oggi diverse strategie per la loro produzione. Le tecniche impiegate prevedono di:

  • utilizzare farine di frumento o altri cereali contenenti glutine dalle quali vengono estratte le gliadine
  • utilizzare farine di frumento geneticamente modificate nelle quali è stata eliminata la frazione gliadinica, , andandole di fatto a deglutinare (un contenuto di OGM superiore allo 0,9 % deve essere dichiarato nell’ elenco degli ingredienti)
  • trattare la miscela di cereali con enzimi che riducono la tossicità del glutine
  • utilizzare miscele di altri cerali che non contengano glutine, quali: amaranto, castagne, grano saraceno, legumi, mais, miglio, patata, quinoa, riso, sesamo, sorgo, tapioca.

Vieni a scoprire la nostra gamma di linee gluten free

Fornire ai nostri clienti un’ ampia scelta di prodotti senza glutine di alta qualità, ci consente di soddisfarne esigenze e richieste senza che rinuncino al piacere della buona cucina.

Ecco alcuni dei marchi sempre disponibili in Farmacia Vairetti:

  • Schar: nata nel 1922 a opera del medico legale Dr Anton Schar di Innsbruck, ora l’azienda altoatesina offre pane e sostituti, pasta e pizza, farine e impasti, cereali e snacks, biscotti e merendine, piatti pronti e una linea bio
  • Piaceri mediterranei: linea completa che permette di riscoprire i sapori della cucina tradizionale italiana sulla base del modello alimentare mediterraneo. Offre pasta, pane e prodotti da forno, dolci e snack, senza latte e vegani
  • Nutrifree: di origine italiana, nello specifico di Altopascio, offre pane, farine, prima colazione, dolci e specialità
  • Punto Caldo: nasce nella provincia di Ragusa e dal 2013 è una delle prime realtà in Sicilia e in Italia ad offrire una linea di prodotti artigianali senza glutine. Biscotti, frollini, cannoli, brioche e molto altro
  • Nati Sani: azienda palermitana che dal 2008 produce miscele e prodotti senza glutine. Troviamo prodotti da forno, surgelati e farine
  • Doria: azienda nota per la produzione classica ha recentemente introdotto una linea gluten free di pasta, snack e i mitici Bucaneve in versione senza glutine
  • Mulino bianco: biscotti, pane a fette e crackers firmati da uno dei brand storici italiani
  • Bauli:dal pandoro alle torte, passando per soffici plum-cake
  • Inglese: con sede in provincia di Gorizia, l’azienda produce biscotti, fette biscottate, pane e snack
  • Massimo Zero: brand tra i più noti produttori di pasta senza glutine, propone un’ampia scelta di formati di pasta secca, fresca, gnocchi e ravioli, oltre a biscotti e fette biscottate.

A questi brand più conosciuti ne proponiamo altri, anche di produzione artigianale, tra cui:

  • Zero grano
  • Sapori di casa
  • Fiorentini
  • I Medicei
  • Oasi senza glutine
  • Il forno delle meraviglie
  • Farma & co.
  • Le Asolane
  • Garofalo
  • Rummo
  • Le farine magiche.

Servono altre ragioni per passare a trovarci? Ti aspettiamo!